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LA STORIA DI
MONICA
“Per due volte la mia vita è stata
appesa a un filo. Ma ho avuto la fortuna di esserci ancora”.
Monica racconta la sua storia con tranquillità: “Tutto è cominciato
con una grande stanchezza, siccome avevo 4 figli ho pensato che
fosse per quello. Nel mese di settembre 2002 ho fatto le solite
analisi di routine: sembrava si trattasse di anemia”.
Le condizioni di Monica però non miglioravano, anzi. “Una sera a
cena, un amico che faceva il ricercatore mi ha consigliato di
ripetere i controlli. I valori si erano abbassati ulteriormente.
Nessuno riusciva a capirne la ragione. Nel mese di gennaio del 2003
mi viene diagnosticata una mielodisplasia del midollo, il rischio
era che si trasformasse in leucemia. In marzo, per la precisione il
19 marzo, a Genova mi hanno diagnosticato una leucemia mieloide
acuta, disponendo un ricovero urgente. Ho solo chiesto di poter
tornare a casa per un giorno, per organizzare le cose”.
Il 21 dello stesso mese Monica si sottopone alla sua prima chemio, a
cui seguono 35 giorni di ricovero, quindi un’altra chemio e stesso
periodo di ricovero.
La malattia entra in recessione, ma l’unica possibilità per
sconfiggerla è il trapianto da donatore.
“Nel mese di settembre viene trovato un donatore compatibile, un
americano, mi hanno ricoverato il primo settembre, il 10 mi hanno
sottoposto al trapianto. Dopo l’intervento non fu semplice
riprendersi,
rimasi
2 mesi e mezzo in camera sterile, altri 2 mesi restai ricoverata,
infine altri 2 mesi restai in un appartamento per sottopormi alle
cure in day hospital”.
In tutto quel tempo Monica non vide i propri figli.
“Anche il rientro a casa è stato difficile, ero molto debilitata,
non avevo energie. Mia madre mi ha aiutato per mesi. Ho avuto molti
problemi, per 2 volte i medici hanno avvisato i miei che non avrei
passato la notte, ma ce l’ho fatta. Mi hanno fatto 25 giorni di
morfina per il dolore, questo alla fine mi ha completamente
sfiancato.”
Oggi, dopo quasi 4 anni, la vita di Monica è tornata alla normalità:
“Ho avuto bisogno di tanto tempo per recuperare. Mi ha aiutato
moltissimo leggere le esperienze degli altri, nel percorso di
guarigione è importante ciò che può fare la persona. Oggi sto
cercando di raccontarmi, in questi anni mi sono ricostruita in toto.
Occorre considerare anche il dopo, ciò che segue la malattia, e non
è sempre un periodo semplice. Quando ci si trova a dover affrontare
una malattia occorre prima di tutto lottare per se, per poi tornare
dai propri cari”. “In tutto ciò che mi è successo c’è stata anche
una grande fortuna, aver avuto i miei figli prima di ammalarmi, le
cure portano infatti la sterilità”.www.lampada-aladino.it |
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