LA STORIA DI MARY

Carissimo Davide! Nonostante sia da poco che ci conosciamo personalmente, è da tempo che io ti conosco! Non posso dimenticare l’Ottobre 2008…la prima volta che ti visto “spuntare” dall’uscio di quella porta. Era l’ingresso ad una stanza del 6° piano del Presidio Ospedaliero di Rho: ONCOLOGIA (brutto lemma!). Ero sottoposta al primo ciclo di chemioterapia per carcinoma mammario e, nel letto accanto al mio, stava Antonietta, una signora che io conoscevo poiché eravamo lavoratrici nello stesso ambiente: la Scuola Elementare di Pogliano Milanese. Antonietta era inserviente nella mensa scolastica, io insegnante, ma l’una non sapeva dello stato dell’altra! Mi ha colpita e segnata il tuo ingresso pacato, silenzioso inizialmente, ma gioviale e sereno, poi, nel tuo interloquire. Hai avuto parole di conforto e di rassicurazione anche se, per Antonietta, erano i suoi ultimi sprazzi di vita! Io ti ho sorriso, un sorriso convinto e sincero perché stavo e volevo intraprendere quel mio “nuovo” cammino con grinta e tanta serenità! Ciò che poteva sembrare la fine era in realtà un nuovo inizio! Ogni nuovo giorno era un fiore che sbocciava nelle mie mani, un tempo che non doveva scorrere via senza essere “gustato” e vissuto in ogni suo istante! Quel periodo è del mio passato…un passato positivo…grande aggettivo quest’ultimo, ma che, ancora oggi ritengo tale poiché ho incontrato, in occasione di questa mia malattia, medici, anzi veri professionisti, che si sono dimostrati sempre molto attenti, sensibili, interessati al bene del paziente. Queste loro doti sono state causa di un benessere e di un sollievo che vanno ben oltre la cura della malattia. In un momento in cui si parla spesso di “mala sanità”, ho avuto la fortuna di essere circondata da persone meravigliose e speciali, che mi hanno dato e che mi danno, ancora oggi, la forza e la capacità di sorridere sempre alla vita. Ho conosciuto anche gente comune, persone diverse tra loro, ma accomunate da uno stesso “amico e/o nemico”: il cancro! Persone con le quali, ancora oggi, ho rapporti comunicativi durante i quali ci raccontiamo, ci confrontiamo, ci incoraggiamo, ci…ci…!! Il parlarne, il raccontare, lo sfogarsi, l’esternare le tante paure sono sicuramente i mezzi, gli strumenti e i modi di “nominare” ciò che è ancora, per la moltitudine degli italiani, l’”innominabile”,il “brutto male”, “il male incurabile un male che, secondo me, altro non è se non una patologia con la quale bisogna imparare a convivere, un male che, come tanti altri, bisogna tenere controllato. Non tralascio di ringraziarti per avermi dato l’opportunità di raccontarmi, di narrare la mia esperienza oncologica, che mi auguro sia di aiuto e di supporto a chi vive questi momenti difficili con preoccupazione, ansia, paura, affranto, demoralizzazione, ma soprattutto senza più forze per combattere.Tanti ce l’hanno fatta, sono usciti vincenti, perché arrendersi..perché mollare??? Grazie ancora…. con affetto



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