Incontro con l'autore A.M. De Nigris

 

Questo libro è il filo di una trama... che a poco a poco rivela una prospettiva inaspettata. Una storia che inizia, continua e si conclude in un asettico reparto di cure, e, asettico è pure l'esordio del racconto. "COINVOLGIMENTO EMOTIVO: ZERO": così si conclude il primo capitolo! L'oggettività in esso descritta (persone, azioni, relazioni...) è paradossalmente una parziale oggettività, o meglio è la percezione del protagonista riflessa in una realtà che tutti vorrebbero non vedere. Ma poi un singolare e inatteso raggio di luce colpisce quella realtà... e viene riflesso... e raggiunge l'occhio del protagonista... e una nuova visione si presenta. Un turbinio di colori avviato da tanti palloncini pervade gli spazi, richiama la gioia del qui e ora, rilascia la felicità dei sorrisi e delle risate. La forza della speranza entra negli occhi e negli animi con la bellezza che solo l'energia della vita possiede.
Non è magia, è la trasformazione della relatività della percezione che spesso noi tutti reprimiamo richiudendoci nelle sofferenze che incontriamo lungo i nostri cammini. È la dimostrazione della possibilità di riuscire ad arricchire di tante dimensioni le nostre facoltà conoscitive e immaginative attraverso l'altro.
Khalil Gibran scrisse "La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia"; e in questa frase confluisce la testimonianza di Antonio Mario De Nigris.

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