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LA STORIA DI
FRANCESCO
Anche io sono stato tra quelli che hanno
vissuto la devastazione di una diagnosi di cancro. Avevo 57 anni e
stavo vivendo un periodo già difficile. Ricordo che nel momento in
cui i medici mi informarono di essere stato colpito da una neoplasia
al colon, mi sembrò di cadere in un baratro di solitudine e mi
travolse un senso di ansia mai provato. La mia vita si spaccò in
due: prima del cancro e con il cancro. Sono tra quelli che hanno
superato la malattia e che oggi la vivono come un ricordo. Ma questo
ricordo è indelebile perché lottare contro il proprio tumore
coinvolge profondamente il corpo e la mente. Se vogliamo vederne il
lato positivo, possiamo tranquillamente affermare che il tumore è
una malattia trasformatrice della propria persona, una sofferenza
che fa capire molte cose di sé, che può portare persino rivolgimenti
positivi. Ma soprattutto è un’esperienza che cambia la prospettiva
delle proprie valutazioni. Io, per esempio, ho capito che essendo un
medico universitario dedito prevalentemente alla ricerca, ero
lontano dal mondo dei malati.
E,
pur essendo stato un legislatore attento a promuovere l’attività
delle associazioni di volontariato, poco conoscevo questo mondo.
Solo da malato mi sono reso conto personalmente di quanto
fosse importante l’opera svolta dalle associazioni dei volontari. Fu
quando il medico oncologo che sovrintendeva le mie terapie (il quale
era contemporaneamente fondatore di una importante organizzazione
no-profit) mi consigliò di rivolgermi a un terapeuta della stessa
associazione per un avere un sostegno psicologico. Infatti: tanto,
grazie alle pregresse conoscenze scientifiche, avevo potuto seguire
da “paziente informato” le terapie che mi venivano somministrate,
tanto ero digiuno di conoscenze appropriate per gestire i risvolti
emotivi della malattia. Per queste ragioni, quando ancora non ero
del tutto sicuro della guarigione, ho pensato di fondare
un’associazione di volontariato, l’Aimac, mirata a informare e dare
supporto psicologico ai malati e ai loro familiari. Un altro aspetto
della mia esperienza è stato quello di farmi comprendere che il
cancro è una malattia che coinvolge la famiglia innescando dinamiche
che possono paralizzare tutti i suoi componenti di fronte a un
evento che sembra ingestibile. Pertanto, tutto ciò che possiamo fare
per aiutare i malati a vivere dignitosamente e consapevolmente,
aiuta anche le loro famiglie e viceversa. Ogni aiuto pratico e
economico che possiamo garantire alle famiglie, aiuta i malati
a stare meglio.
www.lampada-aladino.it
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