LA STORIA DI CARMELA
"Il silenzio. Lo ricordo come un'esperienza nuova. Stare in silenzio, ascoltarsi, apprezzarlo, ritrovare un po' di tempo per se". Carmela parla con tranquillità della sua storia. Una storia di persona malata che, come molti altri, ha scoperto di esserlo all'improvviso, entrando in un attimo nel mondo di coloro che non sanno più se avranno un domani. I primi problemi sono nati nel 2001: un gonfiore al collo, nella zona della tiroide. "Si trattava di 3 noduli - racconta Carmela - un ago aspirato ci mise tranquilli, erano negativi, solo da controllare una volta all'anno". I noduli però continuavano ad ingrossarsi, a quel punto la decisione di rivolgersi a un altro medico per chiedere un consulto. La risposta è netta: è da operare. Ma la lista di attesa era lunga, troppo per Carmela, era infatti marzo e il mese dopo avrebbe iniziato un nuovo lavoro, non voleva farlo con questa preoccupazione. "Mi sono informata sui costi dell'intervento - prosegue - 6300 euro non li avevo, ma i miei decisero di darmi una mano. Pagando, l'intervento era quasi immediato. Mi sottoposi all'operazione il 26 marzo del 2004. Sembrava tutto a posto..." I primi di aprile però una telefonata dall'ospedale apre uno scenario preoccupante: non era tutto a posto, anzi, occorreva intervenire di nuovo, i noduli erano maligni. "Chiesi solo di poter trascorrere la Pasqua con la mia famiglia, l'intervento era previsto per il lunedì, la domenica sera dissi ai miei 3 figli che dovevo tornare in ospedale. Mi tolsero la tiroide." Allora i figli di Carmela, 2 bambine e un ragazzo, avevano rispettivamente 6, 10 e 14 anni. Per mesi le bimbe continuarono ad avere problemi con il sonno, la sera portava con se la paura della perdita della mamma. Dopo l'intervento è arrivata anche la radioterapia: "Cominciai il 4 giugno, dopo la comunione di Elisa feci 3 giorni di applicazioni e poi via per una settimana con mio marito, senza i bambini, non potevo stare loro vicino. I miei amici, i miei familiari sono stati fondamentali per superare questo momento, ero stanchissima e se non avessi avuto il loro aiuto non so come avrei potuto fare. In quei momenti facevo fatica anche a pensare..." Poi Carmela passa l'estate, comincia a riprendersi e a stare meglio, con il tempo trova anche il dosaggio per i suoi medicinali che sostituiscono le funzioni della tiroide. La vita riprende a scorrere, solo una volta all'anno si fanno i controlli: "Ho avuto paura di una ricaduta, la prima volta mi sono presentata dal medico piena di macchie rosse!" "Quando mi sono ammalata sono stata felice che fosse capitato a me e non ai miei figli o a mio marito. E' stato uno scossone forte, mi sono fermata a riflettere e ho deciso che avrei dovuto darmi più tempo. Ho avuto il dono dei miei figli, ho scoperto un lato di mio marito che non conoscevo: delicato, paziente, squisito, sensibile. Spero oggi di essere meno superficiale, più consapevole di ciò che ho". Oggi Carmela ha 42 anni, ha ripreso anche a lavorare, è direttrice di una scuola materna, ma lo fa a tempo parziale, proprio perchè ha scoperto il valore del tempo da dedicare di più al Signore e agli amici. Carmela nella foto è la seconda in alto da sinistra. E' a Vipiteno con gli amici, a festeggiare il 1° controllo andato bene, quegli amici che lei nomina nella sua storia e che ha voluto con sé anche nel calendario come segno di ringraziamento e riconoscenza per averla accompagnata durante la malattia.  

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