LA STORIA DI MERY

Sono Mery e ho 36 anni.
3 anni e mezzo fa mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario. Mi sono sottoposta a chemioterapia, intervento chirurgico, radioterapia e terapie di prevenzione. Mi hanno indotta in menopausa e ho dovuto accantonare i miei progetti più importanti: sposarmi e diventare mamma.
Avevo solamente 33 anni, ero giovane e ingenua, pensavo che questo tipo di malattia colpisse solo le donne più mature di me.

Pensavo: “E’ impossibile che mi sia capitata una cosa del genere! Il tumore viene alle altre, non a me!”

Durante le terapie ero debilitata ma non potevo sprecare le mie forze per pensare “Perché è successo proprio a me?” e quindi mi sono detta: “Fuori il coraggio Mery, reagisci!”

Fortunatamente con la mia forza di volontà, l’amore dei miei genitori, l’amore del mio fidanzato ora divenuto mio marito e presto papà di nostro figlio, e grazie alle cure mediche, posso dire di essere guarita e finalmente posso sognare ancora….
Ho potuto riprendere in mano i miei progetti e ricominciare a vivere una vita nuova perché di questo si tratta: può sembrare strano, ma dopo questa esperienza mi sento rinata!

Sono stata accolta con molto amore nel reparto oncologia. Mi sono sentita sempre serena. I medici, in particolare l’Oncologo mi ha curata non solamente attraverso le medicine (che per fortuna esistono) ma sopratutto con la sua umanità.
L'idea di non poter avere figli mi faceva impazzire ma lui mi incoraggiava sempre dicendomi di avere soltanto un po' di pazienza. Mi sono fidata sin dall'inizio. Dopo tutte le terapie ho aspettato un po' di tempo e sono riuscita finalmente a realizzare il mio sogno. Aspetto un bambino e mi sento la donna più felice del mondo.

Il tumore alla mammella colpisce senza distinzione di età. Il consiglio che posso dare a tutte le donne è quello di superare la pigrizia e la paura, trovare il coraggio e sottoporsi a degli esami preventivi.

Servirsi della prevenzione per giocare in anticipo contro tale malattia può essere non solo utile per migliorare la qualità della vita delle donne ma talvolta può essere la loro, la nostra salvezza.

Durante il periodo della malattia ho scritto un libro. Mi è servito molto scrivere, è stato un modo per capire quello che stavo vivendo e provando, poi pensando a tutte le donne che stavano vivendo il mio stesso disagio ho pensato di raccontare la mia esperienza per cercare di trasmettere la positività e la forza che sentivo, per far capire che nella lotta contro il cancro non siamo impotenti, ma la nostra forza di volontà è la prima medicina, quella che permette alle varie terapie mediche di ottenere i risultati migliori.

Il libro “Il caffè di mio padre” parla di emozioni, paure ma soprattutto di Rinascita:
“Quando un giorno il destino ha posto sul mio cammino una malattia come il cancro, ogni cosa ha perso di significato, tutti i punti che pensavo fossero fermi nella mia vita, sono andati in frantumi. Inaspettatamente, il problema è stato per me la molla per reagire.”
 

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