LA STORIA DI ADELE

Ha sconfitto il male. Due volte. Grazie all’energia, alla passione ed alla creatività , alle quali ha poi aggiunto  irriverenza e arroganza perché fermamente convinta che bisogna “mancare un po’ di rispetto alle malattie…che non vuol dire sottovalutarle, ma neanche mettersi sull’attenti!”  Le stesse qualità che ora mette in gioco quotidianamente nell’associazione che ha fondato allo scopo di  prendere per mano  le donne che affrontano l’incubo del cancro al seno ( piu’ di trentacinquemila, ogni anno, in Italia!)

Adele ha 57 anni, gli ultimi 25 dei quali trascorsi con Antonio,  due figli e quattro nipoti. La diagnosi di cancro al seno è arrivata due volte.  La prima nel settembre del 1997: era da tempo che Adele avvertiva la presenza di quel nodulo, ma non aveva voluto dar peso ad una “faccenda” che aveva tutta l’aria di  mettersi in mezzo tra lei ed i suoi sogni.. Fino al giorno in cui  anche il destino decide di giocare la partita: “ Ho degli impegni,  mi libero e cosi’ scelgo di andare a ritirare gli esami di mio padre. Incontro la mia amica Giovanna, chirurgo dell’ospedale di Varese, e la informo del  nodulo al seno….cosi’ mi tolgo il pensiero!!  . A questo punto si apre il “libro di bordo” della mia grande avventura : ho il cancro!!” La reazione di Adele si riassume in una parola: rabbia. Sentimento figlio del rifiuto e dell’impotenza, conseguenza dell’idea di non riuscire ad affrontare e sconfiggere il male, di non essere all’altezza di giocare una partita tanto importante. Poi la rabbia lascia spazio alla determinazione e alla voglia di lottare. Il tumore aveva lanciato il guanto di sfida e Adele lo ha raccolto mettendo in campo tutta la sua grinta! ”Prima della diagnosi facevo footing ed ho continuato a farlo tra le corsie dell’ospedale con addosso tutine aderenti e colorate: adesso voglio vedere chi vince!” Quest’irriverenza non è leggerezza, ma salutare tono dissacratorio. Adele vince la partita e questa esperienza tanto forte vuole condividerla con  l’universo femminile “ferito” dalla stessa malattia.. Un martedi’ di novembre del 2003 decide di fondare (“a mia immagine e somiglianza”) l’associazione C.A.O.S. dedicata al sostegno delle donne che si ammalano di tumore al seno e delle loro famiglie. “Lo scopo che ci siamo prefisse è di dimostrare che da un momento di criticità può nascere un punto di forza. Le donne sono esseri straordinari, capaci di trasformare il caos prodotto da una diagnosi di cancro, in una stella danzante. Il protocollo di cura, che porta a guarigione, è formato da scienza, creatività, passione ed energia. Alle mie donne sempre più numerose e giovani, dico che il cancro non merita nemmeno una lacrima”. Una forza d’animo che in questi anni non ha mai cancellato la paura di dover riaffrontare l’incubo. Timore che emergeva nel ritardare sempre la data dei follow-up… “ fino a quando, il primo dicembre del 2004, la mia amica Sonia, tecnico di radiologia mi trascina davanti al mammografo: faccio la lastra, Sonia va a svilupparla e, quando vedo che non torna, mi dico: si ricomincia!”  E’ l’occasione per rinascere ricavando altre energie da un evento traumatico. Adele è ritornata in campo ed ha vinto di nuovo! Il suo impegno, in un CAOS che sa poco di confusione e molto di determinazione consapevolezza e speranza, continua: “ C’è una realtà nuova dove gli uomini si scambiano forza e sensibilità, dove si mescolano i talenti e si abbattono i confini, e allora il sorriso diventa energia, il fascino gioca con l’ironia ed una nuova leggerezza fa volare lo spirito”


 

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