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Ultimo aggiornamento
Novembre 2018

 

GRUPPI PSICOLOGICI

Riscoprirsi durante l’esperienza della malattia senza perdersi:
gruppi supportivo-espressivi per pazienti oncologici

Operare in ambito psico-oncologico significa prendersi cura non solo della malattia, ma della persona che vive tale esperienza totalizzante per la sua esistenza, con la piena consapevolezza dell’impatto emotivo a forte valenza traumatica che un evento come il cancro può avere. Molteplici possono essere le ripercussioni sulla sfera psico-emotiva della persona che vive un evento di vita così destabilizzante, con alcune conseguenze di interesse clinico: disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi dell’adattamento, disturbo post-traumatico da stress. In questo senso diventa indispensabile affiancare nell’immediato al trattamento sanitario specialistico, un’attenzione alla rilevazione dei bisogni psico-sociali della persona e del suo nucleo familiare, al fine di favorire una presa in carico globale e integrata della persona e di prevenire lo sviluppo di condizioni psicopatologiche. Il passaggio dunque dalla cura della malattia alla cura della persona che vive tale esperienza diventa necessario all’interno di un approccio di cura alla persona di tipo bio-psico-sociale di cui la medicina oggi si fa promotrice.
Gli interventi psicologici in ambito oncologico si pongono tra gli obiettivi quello di ridurre il disagio emozionale della persona, favorire in lei lo sviluppo di modelli più adattivi di reazione alla malattia, migliorare la sua qualità della vita, favorire una rielaborazione dell’evento traumatico affinché possa essere integrato nell’esperienza soggettiva della persona senza intaccare profondamente e globalmente la sua identità psico-corporea.
Gli interventi di gruppo in ambito psico-oncologico e nello specifico i gruppi di tipo supportivo-espressivo hanno una funzione molto importante: affiancare al mutuo-supporto e alla coesione tra i partecipanti, che attraverso l’esperienza del gruppo non si sentono più soli, “diversi”, non compresi e isolati nell’esperienza della malattia, una promozione dell’espressione ed elaborazione delle loro emozioni, pensieri e vissuti reattivi all’evento traumatico. Questo permette di prevenire il rischio di un blocco evolutivo nel processo vitale della persona, favorendo al contrario una processo di continuità esistenziale dove la malattia si inserisce come evento traumatizzante, non creando però un blocco netto tra il pre e il post malattia.

I temi principali affrontati nel gruppo riguardano:

  • le reazioni di ciascuno di fronte all’evento malattia, per cui si cerca di incoraggiare l’espressione di quelle emozioni e sentimenti quali paura, angoscia, rabbia, demoralizzazione, che si sperimentano e che sono fisiologiche in risposta ad un evento così altamente impattante sulla dimensione vitale della persona;
  • le strategie di coping attive, funzionali ad affrontare la malattia e le cure;
  • la comunicazione socio-familiare in modo che non prendano il sopravvento dimensioni di isolamento e di stigma sociale, di frequente conseguenti alla diagnosi di malattia;
  • la relazione di cura tra paziente ed equipe sanitaria di riferimento affinché il paziente possa affidarsi all’interno di una relazione basata sulla fiducia reciproca e, allo stesso tempo, sentirsi attivo costruttore del proprio processo di cura e non soggetto passivo alla mercé dell’equipe curante di riferimento.

Tra i fattori terapeutici della terapia di gruppo si rilevano:

  • la coesione di gruppo;
  • il confronto e l’apprendimento di modalità di reazione alla malattia più idonee;
  • l’aiuto reciproco in un clima di solidarietà e altruismo;
  • la condivisione di esperienze e la riduzione dei sentimenti di solitudine e isolamento;
  • la percezione degli altri come persone e non come ammalati di cancro e il conseguente rispecchiamento di sé in tale dimensione identitaria in cui potersi riconoscere oltre la malattia.

Dunque gli obiettivi finali dell’esperienza di gruppo sono:

  • la riduzione dei sentimenti di alienazione, diversità e stigmatizzazione determinati dalla malattia e dalle cure;
  • la facilitazione del mutuo supporto tra i partecipanti al gruppo;
  • il miglioramento del sostegno sociale e familiare;
  • la facilitazione di una maggior apertura ed espressività emozionale, sia all’interno che all’esterno del gruppo;
  • l’integrazione di un’immagine di sé e del proprio corpo che possa andare al di là del vedere unicamente un corpo e un sé malato;
  • l’identificazione di abilità di coping funzionali a far fronte all’esperienza di malattia e di cura;
  • il miglioramento della relazione paziente – equipe sanitaria;
  • l’elaborazione dei sentimenti relativi alla dimensione del limite che una malattia scatena;
  • lo sviluppo di nuovi progetti di vita;
  • Il miglioramento della percezione della propria qualità della vita.

Struttura del percorso di gruppo:
Presso la nostra associazione è attivo questo progetto rivolto alle persone che stanno attraversando l’esperienza della malattia oncologica e delle cure con un’età compresa tra i 25 e i 65 anni. Si è deciso di non creare dei gruppi diagnosi-specifici, ma di includere all’interno dei gruppi persone con diagnosi e percorsi di cura differenti affinché si possa creare tra i partecipanti un “incontro terapeutico” che vada oltre la specificità diagnostica e terapeutica di ciascuno, in una prospettiva catartica più di tipo esistenziale.
Si tratta di percorsi di gruppo a termine, strutturati in 10 incontri tematici della durata di 1 ora e mezza ciascuno, con una frequenza settimanale, condotti da una psicologa e psicoterapeuta.

Struttura tematica del percorso di gruppo:

  • Parliamone insieme: dalla solitudine alla possibilità di dar voce ed espressione all’esperienza di malattia e di cura.
  • Emozioni, vissuti, pensieri suscitati dall’esperienza di malattia.
  • Chi sono io oggi? L’identità psico-corporea durante l’esperienza della malattia.
  • Il mondo intorno a me:
    • relazioni famigliari (rapporto di coppia, genitorialità, famiglia allargata)
    • relazioni amicali
    • relazioni lavorative.
  • Come prendermi cura di me: dal vivere al vivere con qualità.
  • Il cambiamento durante la malattia: chi ero ieri e chi sono oggi?
  • Progettiamo l’esistenza: bisogni, valori, progetti, desideri.

Durante il percorso di gruppo ci si avvale dello strumento primario del colloquio, integrandolo anche ad altri strumenti quali il disegno, le tecniche di rilassamento, la visione di immagini e/o video, d’ausilio in quanto con una valenza supportivo-espressiva funzionale per favorire una catarsi emozionale ed un’elaborazione di emozioni, vissuti e pensieri conseguenti all’esperienza della malattia, così che la persona possa ritrovare una propria dimensione identitaria senza perdersi nel dolore, riscoprendosi oltre la malattia e non identificandosi con la stessa.

 

     
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